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15 settembre 2008
Ho riempito d'oro il mattino
 Se chiudo gli occhi posso arrivare a prenderti. Mi allungherò sino a dove sei tu.
L’autunno si è fermato sui rami, è immobile. Io imparerò ad arrivare dove sei tu...
...qualunque sia la distanza.
Io ti verrò a cercare quando il buio tenta di far risaltare la tua assenza.
Difficile è trovarsi ora, più facile è perdersi.
Perdona se non sono ancora dove sei tu.
Accorcerò la distanza.
Io ti verrò a cercare quando il buio tenta di far risaltare la tua assenza.
E ti verrò a cercare quando il buio resta e fa risaltare la tua assenza
| inviato da nomefaltanada il 15/9/2008 alle 0:34 | |
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5 settembre 2008
Nuova Vita

| inviato da nomefaltanada il 5/9/2008 alle 14:55 | |
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5 settembre 2008
Mar Rosso


| inviato da nomefaltanada il 5/9/2008 alle 14:0 | |
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2 aprile 2008
Decisa?
Chi ha voglia e tempo (visto che non so ancora che fare con questo blog) mi trova su msn... nomefaltanada@live.it

| inviato da nomefaltanada il 2/4/2008 alle 9:59 | |
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27 marzo 2008
mah...
| inviato da nomefaltanada il 27/3/2008 alle 22:4 | |
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25 gennaio 2007
NO, NO E POI NO DAL MOLIN: la mia città, la vostra città

APPELLO ALLA MOBILITAZIONE 17 FEBBRAIO: MANIFESTAZIONE NAZIONALE A VICENZA IL FUTURO è NELLE NOSTRE MANI: DIFENDIAMO LA TERRA PER UN DOMANI SENZA BASI DI GUERRA Presidio Permanente, Vicenza 23 gennaio 2007
Dopo che per mesi Governo e Comune si sono rimpallati la responsabilità della decisione, l’Esecutivo nazionale ha ceduto all’ultimatum statunitense: «il Governo non si oppone alla nuova base Usa», ha sentenziato Romano Prodi. Dopo appena due ore, migliaia di vicentini sfilavano per le strade del centro cittadino. Chi pensava di aver chiuso la partita ha dovuto ricredersi, perché Vicenza si è mobilitata, ha Invaso le strade, ha costruito il presidio permanente. Otto mesi di mobilitazioni, culminate con la grandiosa manifestazione dello scorso due 2 dicembre – quando 30 mila persone sfilarono dalla Ederle al Dal Molin, hanno dimostrato la forte contrarietà della popolazione alla nuova installazione militare. Ma il Governo, dopo aver più volte ribadito la centralità dell’opinione della comunità locale, ha ceduto agli interessi economici e militari. In tutto questo pesa come un macigno anche la posizione dell’Amministrazione Comunale che, forte dell’assenso dato dal Governo Berlusconi all’operazione, prima ha nascosto ai cittadini il progetto per tre anni e poi, snobbando la contrarietà della popolazione, lo ha approvato durante un Consiglio Comunale blindato e contestato; infine ha negato ai cittadini la possibilità di esprimersi attraverso il referendum. Nonostante tutto questo a Vicenza è successo qualcosa di nuovo: Vicenza non si è arresa alle imposizioni. In questo percorso abbiamo trovato donne e uomini, studenti e anziani, lavoratori e professionisti; li abbiamo incrociati nelle mobilitazioni, abbiamo discusso con loro alle assemblee pubbliche ed ai convegni. Insieme abbiamo costruito il Presidio Permanente, un luogo attraversato da migliaia di persone in pochi giorni. Vicenza non si è arresa alle imposizioni. Vicenza non vuole una nuova base militare al Dal Molin. Vicenza si è mobilitata. Migliaia di persone hanno occupato i binari della stazione appena due ore dopo la conferenza stampa di Romano Prodi; e nei giorni successivi una serie di iniziative, dalla manifestazione degli studenti ai presidi in Municipio e in Prefettura, hanno confermato la determinazione dei cittadini. La nostra città ha riscoperto la dimensione comunitaria e popolare, ha riattivato le reti di solidarietà che in altri contesti – per esempio a Scanzano Ionico o in Val di Susa – hanno permesso di fermare dei progetti devastanti. Da ogni parte d’Italia ci è arrivata un immensa solidarietà, un caloroso sostegno. Manifestazioni e presidi si sono svoltI in questi giorni in ogni angolo del Paese. Contro una scelta contrastata dalla comunità locale ovunque si manifesta e si discute. Il nostro cammino è appena all’inizio. Nulla si è concluso con l’espressione del parere governativo. Cittadini, associazioni e organizzazioni sindacali hanno deciso di opporsi; molti parlamentari si sono auto-sospesi. Vicenza vuole fermare questo scempio, se necessario anche seguendo l’invito di molti a mettere pacificamente in gioco i propri corpi. Vogliamo dare una voce unitaria, pacifica e determinata a questo sdegno. Vicenza chiama tutti a mobilitarsi contro la militarizzazione di una città, contro la costruzione di una base che sorgerà a meno di due chilometri dalla basilica palladiana, consumerà tanta acqua quanta quella di cui hanno bisogno 30 mila cittadini, costerà ai contribuenti milioni di euro (il 41% delle spese di mantenimento delle basi militari Usa nel nostro territorio è coperto dallo Stato Italiano), sarà l’avamposto per le future guerre. Vicenza vuole costruire una grande manifestazione nazionale per il 17 febbraio; vogliamo colorare le nostre strade con le bandiere arcobaleno e quelle contro il Dal Molin, ma anche con quelle per la difesa dei beni comuni e della terra, del lavoro e della dignità e qualità della vita. Un corteo plurale e popolare, capace di aggregare le tante sensibilità che in questi mesi hanno deciso di contrastare il Dal Molin, perché siamo convinti che le diversità siano un tesoro da valorizzare così come l’unità sia uno strumento da ricercare per vincere questa sfida. Ai politici e agli uomini di partito che condividono la responsabilità di Governo locale e nazionale rivolgiamo l’invito a partecipare senza le proprie bandiere; vi chiediamo un segno di rispetto verso le tante donne e i tanti uomini che in questi giorni si sono sentiti traditi dai partiti e dalle istituzioni;vi chiediamo, anche, di valorizzare la scelta di quanti, in questi giorni, hanno scelto di dimettersi o auto-sospendersi in segno di protesta. Una protesta che, auspichiamo, dovrà avere ulteriori riscontri se il Governo non recederà dalle sue decisioni. Noi siamo contro il Dal Molin per ragioni urbanistiche, ambientali, sociali; ma, anche, perché ripudiamo la guerra. Proprio per questo non accettiamo alcun vergognoso baratto con il rifinanziamento della missione in Afghanistan. La nostra lotta non si è esaurita. A Vicenza, il 17 febbraio, contro ogni nuova base militare, per la desecretazione degli accordi bilaterali che regolano la presenza delle basi, per la difesa della terra e dei beni comuni, per un reale protagonismo delle comunità locali e dei cittadini. Il futuro è nelle nostre mani: difendiamo la terra per un domani senza basi di guerra. Il 17 febbraio tutti a Vicenza!
Presidio Permanente contro il Dal Molin Per info e adesioni nodalmolin@libero.it Web www.altravicenza.it

| inviato da il 25/1/2007 alle 10:47 | |
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28 settembre 2006
Non amo questo genere d'espressione. Chiudo.
Flavia
| inviato da il 28/9/2006 alle 20:9 | |
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11 agosto 2006
... mitici cccp...
.... è una questione di qualità o una formalità non ricordo più bene una formalità come decidere di radersi i capelli di eliminare il caffè, le sigarette di farla finita con qualcuno o qualcosa, una formalità una formalità o una questione di qualità io sto bene io sto bene io sto male io sto male io non so io non so come stare dove stare non studio non lavoro non guardo la TV non vado al cinema non faccio sport io sto bene io sto male io non so cosa fare non ho arte non ho parte non ho niente da insegnare è una questione di qualità o una formalità non ricordo più bene, una formalità ...
| inviato da il 11/8/2006 alle 20:30 | |
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8 agosto 2006
Splendore Terrore

Che giorno è è un giorno che mi affronta e mi vince io vedo te nel sangue, nel fiume, nel corpo
Nel fiume, nel corpo mi perdo e ti ottengo Nel fiume, nel corpo mi perdo e ti ottengo
Che giorno è è un giorno che mi invita e poi mi lascia io vivo in te nel sangue, nel fiume, nel corpo
Nel fiume, nel corpo mi perdo e ti ottengo Nel fiume, nel corpo mi perdo e ti ottengo
(Moltheni)
| inviato da il 8/8/2006 alle 21:15 | |
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8 luglio 2006
Nomefaltanada vi saluta... ha scoperto che le falta qualcosa... un abbraccio infinito, ritorno al mio piccolo cinema onirico.
Flavia
| inviato da il 8/7/2006 alle 15:2 | |
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24 giugno 2006
BUON VOTO E BUONE VACANZE!!!

| inviato da il 24/6/2006 alle 19:54 | |
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20 giugno 2006
Io dico NO!


| inviato da il 20/6/2006 alle 16:13 | |
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17 giugno 2006
... perdonate la mia vergognosa assenza...
| inviato da il 17/6/2006 alle 15:59 | |
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5 giugno 2006
Fine di una ciliegia... ;p
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| inviato da il 5/6/2006 alle 11:48 | |
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7 maggio 2006
Scusateeee!!
miei cari compagni, sono occupatissima da venerdì per...

CULTURA E SPIRITUALITÀ HIMALAYANE Villa Caldogno › maggio 2006 PROGRAMMA dal 6 al 28 maggio
Esposizione delle opere d’arte e di artigianato; mostra fotografica, esposizione Onlus, workshop sulla meditazione tutti i week end, proiezioni diapositive e film legati al tema del giorno, mercatino permanente. Villa Caldogno e Barchesse adiacenti, tutti i giorni (escluso il lunedì) dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19.00
6 maggio Inaugurazione dell’evento alla presenza delle autorità.
7 maggio Incontro con il re dello Zanskar e dibattito “Cham e Lhamo: danze rituali e teatro del Tibet” con lo scrittore Piero Verni e il Professor Antonio Attisani
dall’ 8 al 10 maggio Costruzione di un Mandala di sabbia nel salone centrale di Villa Caldogno, in esposizione per tutta la durata dell’evento
13 maggio Incontro sull’Arte himalayana con presentazione del progetto di recupero delle Grotte di Saspol - Erberto Lo Bue e Anna Triberti
21 maggio Incontro “Diagnosi e storia della medicina tibetana” e “L’oroscopo nell’astrologia tibetana”
dal 22 al 24 maggio Costruzione e distruzione di un Mandala di sabbia da parte di monaci tibetani del monastero di Sera Je (India) seguendo il tradizionale cerimoniale sacro
27 maggio Incontro “Dove i valichi toccano il cielo. Il ritmo delle stagioni nell’antico regno del Ladakh fra Himalaya e Karakorum” con lo scrittore Marco Vasta
Una civiltà ancora oggi sul tetto del mondo che resiste tenacemente ad ogni tentativo di assimilazione e annichilimento, che custodisce una tradizione millenaria, una cultura unica nel suo genere. Una civiltà che pur vivendo isolata è portatrice di un messaggio universale di una profonda spiritualità, un forte legame con le proprie radici, un autentico riguardo per l’ecosistema, una reale disponibilità al dialogo e una vera tolleranza religiosa. A loro è dedicata questa rassegna, a noi la possibilità di fare un viaggio in una terra lontana alla ricerca di noi stessi.
“Le mie camminate, i miei viaggi sono stati ... una fuga; non la fuga da se stessi, l’eterna fuga dall’interiorità verso l’esterno, ma proprio il contrario: un tentativo di fuga da questo tempo della tecnica e del denaro, della guerra e dell’avidità, da un tempo che pretende avere splendore e grandezza, ma che la parte migliore di me non può accettare né amare, al massimo sopportare” Hermann Hesse
“Se solo la gente potesse visitare queste terre con un minimo di intelligenza e sensibilità, capendo che non c’è nulla da «consumare», niente da «possedere» o da «conquistare»!... Né immagini, né oggetti, né persone. C’è solo un mondo diverso che conserva, nonostante tutto, frammenti di una dignità antica.” Piero Verni, Il Tibet nel cuore
... vi saprò dire molto di più e vi metterò le foto di questo incredibile evento...
VI ABBRACCIO FORTE
| inviato da il 7/5/2006 alle 21:55 | |
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27 aprile 2006
In onore mio, di Mada e di quei tempi...

Quasi adatti a garantire il giusto risultato Quasi adatti a star seduti dentro un’auto accessoriata standard Quasi adatti a scuole con i crocefissi ai muri Quasi adatti a discoteche come gabbie Quasi adatti a innamorarsi di un’animale a pelo corto Quasi adatti a raccontare agli altri i propri cazzi
Quasi adatti… Quasi adatti… Quasi adatti… Quasi adatti…
Quasi adatti ai pugni presi o a tenerli tesi in alto Per intimorire un arbitro di calcio Quasi adatti a rinunciare alle proprie fantasie Quasi adatti a risolver tutto con una rapina in banca
Quasi adatti… Quasi adatti… Quasi adatti… Quasi adatti… Quasi adatti… Quasi adatti… Quasi adatti… Quasi adatti…
Quasi adatti… Quasi adatti… Quasi adatti… Quasi adatti…
Quasi adatti a spingere le ruote oltre i duecentoeventi Quasi adatti a dare il giusto peso ai sentimenti
Quasi adatti… Quasi adatti…
E per quanto riguarda te, MIO caro, fammi un piacere, lascia perdere la candidatura. Qui abbiamo detto basta all'ipocrisia.
| inviato da il 27/4/2006 alle 22:21 | |
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26 aprile 2006
Vicentina strozza-gatti... ;p
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... non osare a tirarmi la lingua...
"... Voleva trovare la verità, e la cercava con un'ansia appena paragonabile al terribile timore di trovarla, spinta da un vento impetuoso incontrollabile più imperioso della sua alterigia congenita, più imperioso perfino della sua dignità: un supplizio affascinante..."
| inviato da il 26/4/2006 alle 22:52 | |
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24 aprile 2006
Virus eliminato, dolce notte a tutti... a domani...
| inviato da il 24/4/2006 alle 22:36 | |
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18 aprile 2006
... in villa Caldogno...
Boschi di Chernobyl, boschi sepolti. Non dimenticate le nostre voci. Lina Kostenko
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...Un' oscura visione, oscura perchè non osava estrarla troppo fuori dalla sua coscienza per esaminarla, adattandosi a intravederla soltanto, senza spiegazione...
Miguel Angel Asturias, Uomini di mais
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| inviato da il 18/4/2006 alle 0:5 | |
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"Un uomo è ormai vecchio solo quando non ha più sogni da realizzare. E' per questo che al mondo ci sono uomini immortali."
 Stai ascoltando: "La musica è dei poveri " Mercanti Di Liquore
 "...E sarà la prima che incontri per strada che tu coprirai d'oro per un bacio mai dato, per un amore nuovo..." Fabrizio De Andrè
  Amo l'Essere Umano e le sue Follie

Mario Luzi
 Rimani dove sei, ti prego, così come ti vedo. Non ritirarti da quella tua immagine, non involarti ai fermi lineamenti che ti ho dato io, solo per obbedienza. Non lasciare deserti i miei giardini d'azzurro, di turchese, d'oro, di variopinte lacche dove ti sei insediata e offerta alla pittura e all'adorazione, non farme una derelitta plaga, primavera da cui manchi, mancando così l'anima, il fuoco, lo spirito del mondo. Non fare che la mia opera ricada su se medesima, diventi vaniloquio, colpa.

...prima del Tibet... emozione...

Proverò a cercare dove sta la verità e a dirti che in fondo il mondo non è così enorme e ti puoi perdere anche nella tua città


Ci sono pittori che scrivono con le rime e disegnano enormi foreste entro cui vanno a vivere con i loro amori. Si contentano di un solo pensiero, lo vestono di rubini e credono che sia un re. I poeti non credono alle date, credono che la loro storia cominci dalla presenza.

Due amanti felici fanno un solo pane, una sola goccia di luna nell'erba, lascian camminando due ombre che s'unisco, lasciano un solo sole vuoto in un letto.
Di tutte le verità scelsero il giorno: non s'uccisero con fili, ma con un aroma e non spezzarono la pace né le parole. E' la felicità una torre trasparente.
L'aria, il vino vanno coi due amanti, gli regala la notte i suoi petali felici, hanno diritto a tutti i garofani.
Due amanti felici non hanno fine né morte, nascono e muoiono più volte vivendo, hanno l'eternità della natura.

  ... quando penso a Berlusconi...
RICORDARE: dal latino "re cordis", ripassare dalle parti del cuore.

QUIERO RESPIRAR COMO UN ANIMAL, QUIERO ESTAR BIEN COMO UN ANIMAL, CONFìO EN DORMIR AL MENOS COMO UN ANIMAL Y CONSEGUIRè JUGAR COMO UN ANIMAL

"...Immagino il progresso come una grande anima malata, come una enorme concatenazione
di cause ed effetti, come masse di persone che si spostano rincorrendo equilibri impossibili,
dove l’altro tende ad inseguire solo l’ideale di se stesso in una corsa infinita contro il tempo,
e alla perenne ricerca del compromesso..." Matteo Mampieri
.jpg) ...visione... ...in treno...
 "Andai nei boschi per vivere in profondità, succhiando tutto il midollo della vita, sbaragliare tutto ciò che non era vita e non scoprire in punto di morte che non ero vissuto." ...da "L'attimo fuggente"
 ..bei ricordi..cielo..sul prato oceano mare..
 ... un giorno felice...
Un'anima che ha avuto un dio per carcere, vene che a tanto fuoco han dato umore, midollo che è gloriosamente arso... il corpo lasceranno, non l'ardore, saranno cenere, ma avranno sentimento, polvere saranno, ma polvere innamorata




Eduardo Galeano
Non fa l'amore, il dio dei cristiani, il dio della mia fanciullezza. C'è il caso che sia l'unico dio, fra tutti gli dei di tutte le religioni della storia umana, che non abbia mai fatto l'amore. Ogni volta che mi viene in mente, ho compassione di lui, e allora gli perdono di essere stato il mio superpapà castigamatti, capo di polizia dell'universo, e penso che in fondo anche Dio seppe essermi amico in quei lontani tempi in cui credevo in Lui e credevo che Lui credesse in me. E così tendo l'orecchio, nell'ora dei rumori misteriosi, fra il cadere del sole e il cadere della notte, e mi sembra di stare ad ascoltare le sue malinconiche confidenze



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